Tre libri per ricordarsi di non dimenticare

 
In occasione del Giorno della Memoria, eccovi tre nostri consigli di lettura in tema, per esercitarsi a non dimenticare:
 
DestinatarioSconosciuto
 

Kressmann Taylor, Destinatario sconosciuto (BUR Rizzoli)

 
Max Eisenstein, ebreo americano, e Martin Schulse, tedesco, sono due amici fraterni e soci in affari nel settore dell’arte. Siamo nel 1932 e i due sono costretti a comunicare attraverso delle lettere, perché Martin è tornato a vivere in Germania, mentre Max è rimasto a San Francisco dove si trova la loro galleria. Dal racconto delle rispettive vite quotidiane emergono presto i fatti della storia di quegli anni: Max esprime la sua preoccupazione per le notizie sempre più gravi che gli giungono dalla Madrepatria, al contempo attraverso le parole di Martin scopriamo l’iniziale incertezza nei confronti di Hitler e delle brutali azioni delle sue «camicie brune», che in poco tempo si trasforma in un’entusiasta adesione alla «nuova Germania sotto la guida dell’amabile Führer», una vera e propria discesa nella follia collettiva. L’amicizia viene irrimediabilmente sconvolta dagli insormontabili contrasti ideologici, finché la loro corrispondenza subisce una svolta decisiva verso un finale memorabile e senza redenzione. Il fulminante racconto in forma epistolare di Kressmann Taylor, scrittrice sconosciuta a quei tempi, venne pubblicato sul numero di settembre-ottobre 1938 della rivista americana e fece subito grande sensazione, mettendo in guardia, in anticipo sui tempi, contro gli orrori del nazismo. La New York Times Review Of Books giunse a definire quest’opera come «l’accusa più efficace che sia mai stata mossa in letteratura contro il nazismo».
 

Katherine Kressmann Taylor (1903-1997), americana di origine tedesca, ha lavorato come giornalista a San Francisco prima di dedicarsi alla narrativa.

 

Notte Inquieta

 

Albrecht Goes, Notte inquieta (MARCOS Y MARCOS)

 
Ottobre 1942: un pastore protestante, cappellano militare dell’esercito tedesco, amante della natura, della letteratura e della libertà – «un caso disperato» secondo il suo tenente medico -, viene inviato al Tribunale militare di Proskurov per assistere un soldato che verrà fucilato per diserzione l’indomani mattina. Uomo capace di provare orrore e vergogna di fronte alla disumanità della guerra, giunto sul posto si scontra con l’indifferenza e la viltà dei militari giunti alle più alte gerarchie di comando. Nella locanda del paese, gremita di soldati in trasferta, è costretto a dividere la stanza e a passare la notte insieme a un giovane capitano in partenza per il fronte di Stalingrado e alla sua fidanzata infermiera, giunta per abbracciare un’ultima volta il suo amato, rassegnato al crudele destino di essere ormai condannato. Fuori imperversa la tempesta, quella naturale fatta di pioggia e vento e quella altrettanto fragorosa della guerra, la «guerra di Hitler». Dopo aver condiviso una frugale cena, i due amanti si appartano in un angolo e il pastore si immerge negli incartamenti che raccontano la storia dell’uomo che verrà fucilato, per cercare attraverso gli atti del processo la strada per giungere al suo cuore. Poche ore dopo, mentre l’aereo che trasporta il capitano decolla verso il fronte dell’Est, pastore e condannato si dicono addio come fratelli. Notte inquieta è uno sguardo, pietoso e lucido, dall’interno di una Germania invasa dalla follia nazista, volto a «sconsacrare la guerra, toglierle ogni incanto».
 

Albrecht Goes (1908-2000) ha studiato teologia ed è stato ordinato pastore protestante nel 1930. Ha prestato servizio come cappellano militare durante la Seconda Guerra Mondiale e nel 1953 ha deciso di lasciare il sacerdozio e dedicarsi alla scrittura.

 
Maus
 
Art Spiegelman, Maus (EINAUDI)
 
Art vive a New York, disegna fumetti e i suoi genitori sono scampati all’Olocausto: sua mamma Anja è morta da diversi anni e suo padre Vladek è ormai un uomo anziano e malato. Art vuole ristabilire un rapporto con lui, così lontano per mentalità e abitudini, e pensa che l’unica via per ritrovarsi sia ripercorrere insieme, padre e figlio, la lontana vicenda di Vladek e Anja Spiegelman: dai tempi felici del loro fidanzamento e matrimonio nella Polonia degli anni Trenta fino all’incubo della guerra, dell’occupazione nazista, della persecuzione degli ebrei e dell’internamento ad Auschwitz. Attraverso il doloroso racconto del padre la Polonia invasa dai tedeschi si intreccia agli Stati Uniti dei nostri giorni, una baracca del campo di concentramento di Auschwitz a una casa nei sobborghi di New York. La piccola e struggente storia di una famiglia ebraica travolta dalla più immane tragedia del Novecento si sovrappone alla piccola e struggente storia di un giovane uomo che tenta di fare i conti con le sue origini. Il tutto raccontato nella forma di un fumetto dove gli ebrei sono topi, i nazisti gatti e – particolare non secondario – i polacchi maiali, alternando tragedia e ironia, brutalità e tenerezza. Maus è una graphic novel fondamentale, un grande romanzo, vincitore dello Special Award del Premio Pulitzer, con cui Art Spiegelman è riuscito, come ha scritto Moni Ovadia, a «dire l’impossibile attraverso la pietas artistica».
 
Art Spiegelman è nato a Stoccolma nel 1948 e vive a New York. È condirettore e fondatore di Raw, la celebre rivista di fumetti e grafica d’avanguardia. Suoi disegni e fumetti sono apparsi su numerosi quotidiani e riviste, e sono stati esposti in musei e gallerie negli Stati Uniti e all’estero.