Marketing Culturale

 

Il costo dell’incultura per una società è maggiore del costo della cultura.

Federico Garcia Lorca

 

L’incontro, e quindi la collaborazione, tra CULTURA e MARKETING non è mai stato molto agevole, quasi per un reciproco senso di sfiducia. La storia dei nostri tempi tende, invece, a dimostrare, con molteplici buoni esempi, che è possibile rompere questa dicotomia, facendola diventare una convergenza di reciproco vantaggio. La condizione per una collaborazione di successo è conoscere e capire bene di cosa si parla, senza pregiudizi e superficialità, così da trovare il necessario punto d’incontro.

La necessità del MARKETING sorge in tutte le organizzazioni quando vogliono, o devono, vendere e comunque offrire qualcosa (sia essa un prodotto o un servizio o un’idea o uno stile di vita con l’attesa di essere scelti) a qualcuno che non è obbligato ad acquisirla e ha molte alternative di fronte a sé, ovvero c’è una concorrenza rispetto alla quale l’offerente deve essere preferito. In questa prospettiva nessuno può negare che la CULTURA, nelle sue diverse forme, abbia bisogno di offrire prodotti, servizi, eventi a un pubblico che – salvo qualche raro caso come la scuola dell’obbligo – non è costretto a sceglierlo, avendo tante opzioni a cui rivolgersi, soprattutto se si riferiscono al tempo libero, che per definizione è voluttuario e soggetto a una molteplicità di offerte diverse.

Secondo questa prospettiva, quindi, questo incontro è oggi certamente indispensabile e può essere definibile di reciproco vantaggio. La CULTURA, proprio perché socialmente utile, ha bisogno di essere conosciuta, apprezzata, preferita, utilizzata sempre più intensamente, collocandosi in modo positivo in un mondo dove spesso i media tendono a favorire le tematiche più semplici ed immediatamente apprezzabili. Il MARKETING (che sembrerebbe essere più figlio di questi tempi) ha bisogno di qualificarsi, dimostrando la sua applicabilità anche in ambiti ritenuti socialmente utili, così da conseguire esso stesso una più completa immagine di possibile utilità sociale, superando il luogo comune di “bieca commerciabilità”.

Nel corso di questi anni ho collaborato con diverse realtà aziendali, creando e gestendo per esse progetti di comunicazione (ideazione materiali cartacei promozionali, gestione di siti web e di pagine e account social, gestione comunicazione interna e pubbliche relazioni con soggetti partner e clienti) e di marketing culturale (ideazione e gestione eventi interni o esterni, sponsorizzazioni tecniche e logistiche). Sono chiaramente disponibile a valutare per ciascun cliente le singole esigenze e le possibilità di attivazione delle varie azioni, al fine di studiare un piano di fattibilità e di realizzazione.

 
Per approfondire l’argomento vi consiglio questo libro:

Sergio Cherubini, Marketing culturale. Servizi prodotti eventi (Franco Angeli, 2013).