CARLO F. DE FILIPPIS e VALENTINA DIANA a Chieri (TO).

Doppio appuntamento pre-natalizio, dedicato ai libri e come sempre da noi curato, presso una delle nostre Biblioteche preferite (anche se, a dirla tutta, le Biblioteche ci piacciono proprio tutte, da quelle più piccine a quelle importanti e di riferimento come nel caso di quella in questione):

Biblioteca Civica “Nicolò e Paola Francone”
Via Vittorio Emanuele II 1, Chieri (TO)

venerdì 18 dicembre, ore 18
CARLO F. DE FILIPPIS
presenta
Le molliche del commissario (Giunti)

Due efferati omicidi da risolvere per Salvatore Vivacqua, siciliano trapiantato a Torino, con più cicatrici che capelli e un carattere quadrato come la sua stazza. Le molliche del commissario, adrenalinico romanzo noir di Carlo F. De Filippis, ci trasporta nei meandri più torbidi della Torino bene in un thriller che piacerà a tutti gli appassionati del giallo e non solo.
«C’è sempre una mollica, anche piccola, basta avere occhi buoni per trovarla»: è questa la frase che il commissario Vivacqua ripete come un mantra ogni volta che si trova alle prese con un nuovo caso. E Salvatore Vivacqua – Totò per gli amici – sa bene che dove c’è un delitto c’è sempre anche una traccia che il colpevole si è lasciato dietro. Ma quando viene chiamato d’urgenza nella chiesa della Santissima Trinità, capisce subito che questa indagine gli darà del filo da torcere.
Vicino al confessionale è stato rinvenuto il corpo di don Riccardo in una pozza di sangue, il viso sfigurato, una mano quasi staccata. Ma chi può aver massacrato con tanta ferocia un uomo anziano, che a detta di tutti viveva solo per aiutare gli altri e non aveva nemici? Davvero si è trattato del gesto di un folle, come sostiene monsignor Acutis? Dopo una serie di interrogatori serrati, Vivacqua intuisce che quel delitto è solo il tassello di un mosaico molto più oscuro e complesso. Non a caso, nelle stesse ore, il suo vice Santandrea, detto il Giraffone, è alle prese con un secondo omicidio: una ricca musicista morta per soffocamento durante un gioco erotico finito male, o almeno così sembra… E non è finita qui. Per Totò e la sua squadra sarà una settimana di fuoco. Un’incursione negli abissi dell’animo umano con quella nota di ironia che è l’unico modo per uscirne vivi.

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CARLO F. DE FILIPPIS vive e lavora a Chieri, sulle colline torinesi. Le molliche del commissario è il suo romanzo d’esordio, primo volume di una serie che ha come protagonista Salvatore Vivacqua.

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E a seguire, pochi giorni dopo:

martedì 22 dicembre, ore 18
VALENTINA DIANA
presenta
Mariti  (Einaudi)

Se qualcuno vi chiedesse di cosa parla questo libro, ve la cavereste facilmente rispondendo: è la storia di un matrimonio. Anzi, di un matrimonio tardivo. In realtà però questo libro parla della paura della felicità, che spesso va di pari passo con quell’esercizio di equilibrismo che chiamiamo vita di coppia. Drina e Gi si sono baciati per la prima volta a vent’anni, ma senza lingua. Per la lingua hanno dovuto aspettarne altri venti. Ritrovarsi, quando la vita un po’ sembra alle spalle, è cosí strano. Come se Cenerentola in premenopausa incontrasse il Principe Azzurro – stempiato e con la pancetta – e gli dicesse: «Parliamone». Drina ha un figlio adolescente, molti problemi e un bellissimo sguardo sulle cose. Soprattutto su Gi. Già, perché Drina guarda suo marito in un modo cosí divertente e complesso che ti pare di essere lí, a ridere, disperarti, passare l’aspirapolvere con loro: invece lo stai facendo a casa tua. Gi fa l’architetto, accumula ingiunzioni di pagamento nel bagagliaio dell’automobile, aggroviglia le lenzuola mentre dorme e butta folate di ottimismo su chiunque gli cada a tiro. È imperfetto, come tutti i mariti, ed è assolutamente irresistibile. Perché Gi «non è di quelli con un percorso dritto, che dall’inizio alla fine vanno sempre dalla stessa parte», ma uno capace di sparigliare ogni giorno le carte grazie alle armi dell’allegria. Mariti è una tragicommedia sentimentale profondamente contemporanea, che senza rinunciare all’intelligenza e all’umorismo ci costringe a fare i conti con l’altra metà della mela. Sperando che non sia bacata.

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VALENTINA DIANA è nata a Torino nel 1968. Lavora in teatro come attrice e dramaturg. Per il teatro ha scritto: Fratelli, Ricordati di ricordare cosa? (Premio nazionale di drammaturgia contemporanea Il centro del discorso 2009), La bicicletta rossa (Premio Eolo Awards 2013 per la drammaturgia), Swan e La comitragedia spaziale. Smamma (Einaudi 2014) è stato il suo primo romanzo.

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Vi aspettiamo in Biblioteca a Chieri, così possiamo farci gli auguri dal vivo e in mezzo ai libri!

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